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venerdì 17 giugno 2011

Traviata all'Arena di Verona

Con piacere rompo il silenzio fin troppo lungo per ricordare a tutti gli appassionati l'evento di stasera, con la prima della Traviata all'Arena di Verona. E con altrettanto piacere punto l'attenzione su Francesco Demuro, tenore sardo, che stasera debutta nel ruolo di Alfredo. Quindi è a lui e a tutto gli altri che dedico queste poche righe, già consapevole che sarà un successo strepitoso.

Ma ecco direttamente dal sito dell'Arena due righe di introduzione:
Traviata, primadonna parigina esponente del "mal du siècle"

Dopo il fortunato debutto di Rigoletto, Giuseppe Verdi inizia a lavorare su due nuove opere: Il Trovatore per il Teatro Apollo di Roma e un'altra opera per il Teatro La Fenice di Venezia. La composizione di questa seconda opera è più travagliata, in quanto Verdi non riesce a sceglierne il soggetto. L'ispirazione arriva assistendo alla prima recita parigina della pièce teatrale La dame aux camélias tratta dal romanzo di Dumas figlio, scritto nel 1848, fortemente autobiografico e dal contenuto altamente scandalistico. Giuseppe Verdi affida la stesura del libretto a Francesco Maria Piave che in appena cinque giorni scrive lo scenario di Traviata riproducendo sostanzialmente il piano drammatico del romanzo e dividendo l'opera in tre atti rispetto ai cinque della pièce.

L'idea di musicare un dramma molto discusso a quell'epoca è un'impresa quantomeno audace e dimostra il grande coraggio di Giuseppe Verdi: la protagonista del romanzo, Margherite Gautier infatti è realmente esistita. L'opera di Verdi segue fedelmente il testo di Dumas e soprattutto lo spirito del dramma dello scrittore francese, ma i nomi dei personaggi vengono cambiati per ragioni di prudenza.

La censura veneziana, particolarmente tollerante nei confronti del compositore cambia il titolo proposto da Verdi da Amore e morte in Traviata e antepone la vicenda al XVIII secolo, per cercare di annullare l'effetto troppo realistico alimentato dalla scabrosità del soggetto. Alcuni spettatori dell'alta società, infatti avrebbero potuto riconoscersi nei protagonisti della finzione scenica. Eliminando però l'effetto provocante, al pubblico non rimane altro che ammirare un normale cliché melodrammatico.

Per la prima volta Verdi utilizza una tecnica narrativa insolita per il melodramma dell'epoca, applicata però alla sola musica e senza l'ausilio delle parole. In termini moderni si può parlare di flashback. L'ascoltatore viene condotto per mano in questo viaggio a ritroso nel tempo, durante le feste parigine, in una situazione di euforica allegria che contrasta con l'immagine di Violetta che giace ammalata nel suo letto. Il tema stesso della tisi, malattia romantica di moda, che affligge Violetta, ispira a Verdi le più alte pagine musicali.

Dopo le difficoltà iniziali l'opera va finalmente in scena al Teatro La Fenice, il 6 marzo 1853. Purtroppo alla sua prima rappresentazione Traviata è un insuccesso: i cantanti sono fisicamente inadatti alle parti e a questo bisogna aggiungere lo scarso impegno di alcuni di loro. L'anno seguente Verdi modifica, anche se di poco, la partitura per adattarla ai nuovi cantanti e il 6 maggio 1854 l'opera viene rappresentata al Teatro San Benedetto di Venezia ottenendo finalmente il meritato successo.

Be', buon ascolto a tutti.

venerdì 8 maggio 2009

Video: Libiamo ne' lieti calici (Verdi, La Traviata)

Inauguriamo una nuova sezione, in cui proporremo video presi ogni volta da un'opera diversa, spaziando tra interpreti e compositori sempre diversi.

Iniziamo con una delle arie più celebri, il brindisi de La Traviata, con due voci d'eccezione: Netrebko e Villazon. Buon ascolto.

sabato 12 aprile 2008

Verdi messo a... Nudo!

Ogni tanto capita di trovare notizie bizzarre, ma nella Lirica, se vogliamo, sono un tantino meno che in altre manifestazioni artistiche.
Ogni tanto però anche l'opera fa parlare di sé e finisce sulle pagine dei giornali, non necessariamente come tributo per la sua arte.

Questa volta la notizia viene dalla Germania, dove una nuova rappresentazione de Il Ballo in Machera di Giuseppe Verdi ha suscitato un po' di scalpore. Perché? Be', il coreografo, il 69enne austriaco Johann Kresnik ha pensato di mettere un scena una versione piuttosto critica verso la società amaricana, trasportando la storia tra le rovine delle torri gemelle, ma la trovata è addirittura un'altra. Nella rappresentazione sono presenti 35 figuranti completamente nudi, e tutti rigorosamente over 50. Abbiamo trovato anche qualche scena "rubata" qua e là e a noi sembra che non solo i figuranti siano nudi... !

Le autorità locali hanno provato a bloccare tutto, ma sembra senza successo. Dopotutto, non c'è più un posto libero. A noi, personalmente, non piacciono molto queste rivisitazioni troppo distanti dall'originale, ma sembra che siano in molti a pensarla diversamente!

Buon Ascolto